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Kenya: il progetto solidale di Quattrovacanze

KENYA:  IL PROGETTO SOLIDALE DI QUATTROVACANZE

ANDARE A SCUOLA IN KENYA

Andare a scuola in Kenya può essere una sfida pericolosa. Per i bambini che provengono dalle zone rurali più distanti e svantaggiate raggiungere la scuola può voler dire percorrere anche più di 15 chilometri a piedi sia all’andata che al ritorno, un percorso lunghissimo tra pericoli ed ostacoli.

Quella che nel mondo occidentale è una routine quotidiana data per scontata, in Kenya può voler dire affrontare un vero e proprio viaggio che richiede uno sforzo enorme, e anche molto coraggio.

Bambini scuola.jpg
Bambini della Primary School

Significa attraversare strade sterrate in mezzo alla savana, colline e letti asciutti di fiumi nella stagione secca, sfidando la presenza di serpenti e animali selvatici.

A volte, quando un branco di elefanti si aggira nella zona che separa la loro casa dalla scuola, i bambini sono costretti a saltare giorni interi di lezioni, perché tentare il percorso sarebbe troppo pericoloso. Spesso restano uccisi in queste occasioni, che rappresentano una situazione di estremo pericolo.

Nonostante tutto, ogni giorno questi ragazzi coraggiosi affrontano il rischio e la fatica. E lo fanno troppe volte a stomaco vuoto, dal momento che non di rado la famiglia è molto povera e il pranzo a scuola non è garantito perché il Governo non dà abbastanza fondi.

Eppure non si arrendono, perché fin da piccolissimi sanno che la possibilità di studiare e di ottenere un diploma è la loro speranza di riscattarsi da un destino di estrema povertà, da una vita che ha dato loro pochissime carte da giocare.

Bambino Kenya.jpg
Bambino in un vilaggio del Kenya

Ma purtroppo, anche se la scuola primaria è teoricamente gratuita, viene quasi sempre richiesto un contributo economico alle famiglie degli studenti, perché i fondi del Governo non sono sufficienti a coprire le spese.

Inoltre tutto il materiale scolastico (divise, libri di testo e articoli di cancelleria) è a carico delle famiglie.

Ora, in un Paese in cui quasi la metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e non ha accesso all’acqua potabile, ai servizi igienici e all’energia elettrica, affrontare queste spese è spesso impossibile. Laddove non ci sono i mezzi per mettere il cibo in tavola, l’acquisto dei libri per i propri bambini è un ideale irraggiungibile. Molti bambini hanno un solo genitore, a volte malato o disoccupato, o entrambe le cose. A volte sono orfani, e se non c’è una nonna o un parente prossimo disposto ad occuparsene e a mandarlo a scuola, smetterà presto di studiare. Il diritto all’istruzione viene negato.

Il progetto di Quattrovacanze si inserisce in questo contesto, con l’intento e la volontà di dare una possibilità anche a bambini che provengono da famiglie in difficoltà di frequentare la scuola e avere un futuro.

Vediamo come è nato, dove si sviluppa, e cosa può significare per i nostri viaggiatori e per i bambini che incontreremo lungo il nostro percorso.

Kenya - villaggio 1.jpg
I bambini dei villaggi più poveri spesso non possono frequentare la scuola

LA SCUOLA DEL PROGETTO: IRIGITHATHI   PRIMARY SCHOOL

La scelta della scuola in cui realizzare il progetto è nata dalla conoscenza profonda del villaggio che si sviluppa intorno alla cittadina di Naro Moru, alle pendici del Monte Kenya.

Naro Moru si trova nel Kenya centrale, nella contea di Nyeri, ha una popolazione urbana di circa 2000 persone ed è situata sul fiume Naro Moru. E’ il punto di partenza per i sentieri che guidano verso la scalata del Monte Kenya e l’etnia più presente è quella dei Kikuyu.

L’area rurale intorno alla cittadina è abitata per la maggior parte da coltivatori, con pochissimi mezzi ma con una profonda dignità, che nonostante il duro lavoro faticano a mantenere le famiglie. Ci accolgono con calore da anni e ne conosciamo le difficoltà da molto tempo.

La Irigithathi Primary School è una daily school, cioè una normale scuola giornaliera che gli studenti frequentano durante l’orario scolastico, tornando a casa al termine delle lezioni.

Le lezioni iniziano alle 8,20 e, dopo un paio di brevi break nel mezzo, termina appena dopo le 3 del pomeriggio, per un totale di otto lezioni da 35 minuti l’una.

Kenya Irigithathi Primary School.jpg
Irigithathi Primary School. Naro Moru

Dopo l’orario scolastico i bambini sono impegnati in varie attività fino alle 4 del pomeriggio, quando la giornata scolastica termina ufficialmente.

Molti degli studenti provengono da famiglie in difficoltà, frequentano la scuola ma non hanno i libri di testo per studiare perché è una spesa che a casa non può essere sostenuta. Così quando sono a scuola seguono le lezioni grazie ai compagni più fortunati che dividono i testi con loro, ma non possono studiare né fare i compiti a casa.

Il motto della loro scuola recita “Learn and succeed“, “Impara e abbi successo”, ma non potranno migliorare le proprie conoscenze e avere un lavoro e una vita soddisfacenti se verranno tolte loro tutte le possibilità di riuscire.

Avere gli strumenti per studiare vuol dire costruire le basi per il proprio futuro. Avere accesso ai libri di testo è ciò che fa la differenza nella vita di un bambino in Kenya.

IL PROGETTO

Nonostante il Governo keniota si prefigga l’obiettivo di innalzare il tasso di alfabetizzazione e in teoria di permettere l’accesso all’istruzione a tutti i bambini, la realtà è purtroppo ben diversa.

In Africa sono soprattutto le bambine ad avere minori probabilità di essere iscritte a scuola e di abbandonare gli studi durante o dopo la scuola primaria.

Noi pensiamo che garantire il diritto all’istruzione a tutti i bambini sia urgente e di fondamentale  importanza per la loro vita e il loro futuro.

Per questo il nostro itinerario in Kenya prevede una giornata dedicata all’incontro con i bambini della Irigithathi Primary School, allavisita della scuola e alla testimonianza diretta delle giornate dei ragazzi.

E’ un’esperienza che si snoda tra l’accoglienza allegra e curiosa dei bambini, i punti di forza e le difficoltà raccontate dagli insegnanti e le attività degli studenti mostrate dal preside, che ci guiderà tra le aule dell’Istituto per lasciarci conoscere nel modo più diretto possibile il loro mondo quotidiano.

Ogni volta che arriviamo alla scuola i bambini ci accolgono con gioia e calore, vogliono sapere tutto del posto da cui arriviamo, sono curiosi e svegli. Il preside ci viene incontro fiero, ci mostra le classi e ci presenta gli insegnanti. Questi hanno pochissimi mezzi, ma fanno del loro meglio per  seguire i ragazzi, e tutto si intuisce dall’orgoglio con cui chiedono loro di raccontare quello che studiano e tutte le attività che seguono.

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Irigithathi Primary School. Naro Moru

Questi bambini hanno sete di imparare, si legge nei loro occhi accesi mentre aspettano con pazienza il loro turno di parlare e chiedere, e nelle domande curiose che ci pongono sotto lo sguardo attento e un po’ severo dell’insegnate.

Eppure buona parte di loro non finirà la scuola primaria e sicuramente non avrà alcuna possibilità di iscriversi e frequentare la secondaria.

Quale futuro può avere un bambino pieno di entusiasmo e creatività, ma a cui non viene fornito alcun mezzo per coltivare un’intelligenza pronta e attenta?

La giornata di visita alla scuola permetterà ai viaggiatori che vorranno partecipare al progetto di contribuire al supporto scolastico dei bambini che vivono nell’area rurale di Naro Moru, che già frequentano la scuola o che hanno abbandonato perché non hanno i mezzi per farlo.

Durante la visita conosceremo la storia dei bambini che hanno alle spalle una realtà più difficile, sono orfani, o provengono da famiglie molto povere e che, nonostante siano volenterosi e pieni di voglia di imparare, sono senza libri e materiale scolastico.

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Irigithathi Primary School. Naro Moru

Con una quota a persona che si aggira intorno ai 2500 Kes (circa 20€) in Kenya è possibile acquistare tutti i libri di testo, i quaderni, le matite e gli articoli di cancelleria per l’intero anno scolastico di un bambino. A questo prezzo si può cambiare il corso di un’intera esistenza.

Così, dopo la visita alla scuola torneremo nella vicina Naro Moru per recarci in una libreria locale dove i viaggiatori che vorranno partecipare al progetto potranno acquistare libri e materiale scolastico, che potranno subito dopo consegnare personalmente alla scuola, con la certezza che il loro supporto farà la differenza nella vita di bambini che prima di allora non avevano molte prospettive.

Di anno in anno, ogni volta che vengono acquistati nuovi libri, il percorso scolastico di questi bambini può proseguire, mentre i libri degli anni precedenti vengono consegnati ai bambini della classe corrispondente. In questo modo la catena non si spezza, e da ogni singolo gesto nasce un futuro per un numero sempre maggiore di bambini.

CONCLUSIONI

Quello che per noi è un diritto inalienabile dell’essere umano, l’istruzione, in Africa è ancora un diritto negato.

Milioni di bambini non frequenteranno mai la scuola, o abbandoneranno presto il loro percorso scolastico senza poter mai vedere sviluppate le proprie potenzialità.

Ogni bambino ha dei sogni per il proprio futuro, immagina, fantastica: il suo mondo è ancora tutto da costruire.

Ma quando è privato della possibilità di studiare ogni suo singolo sogno viene infranto. Non poter accedere all’istruzione si tradurrà nell’impossibilità di realizzarsi, di avere una vita gratificante e di dare la direzione desiderata alla propria esistenza.

Ogni singolo bambino in più che può frequentare la scuola e ottenere un diploma è un passo avanti verso il riconoscimento dei diritti inviolabili ed essenziali della persona. 

Attraverso la partecipazione al progetto, con una quota che rappresenta la rinuncia a una pizza, si può contribuire a cambiare un intero destino.

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Bambini si affacciano dalla finestra di una scuola in un villaggio del Kenya

 

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