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La Scuola in Kenya

Kenya: il progetto solidale di Quattrovacanze

IL DIRITTO ALLO STUDIO PER I BAMBINI IN KENYA

A SCUOLA DI POSSIBILITA’ NEGATE

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A scuola attraverso la savana

Nonostante in Kenya la scuola primaria sia obbligatoria e teoricamente gratuita, nella pratica viene spesso chiesto ai genitori di contribuire alle spese scolastiche per coprire il deficit del finanziamento pubblico.

Inoltre sono le famiglie che devono occuparsi di acquistare i libri di testo e le divise indispensabili per frequentare la scuola, quindi il peso di queste spese è totalmente a loro carico.

Moltissime famiglie vivono al di sotto della soglia di povertà, fanno fatica ad affrontare le necessità quotidiane di base, come l’acquisto del cibo e l’accesso ai servizi sanitari, e non possono permettersi di acquistare il materiale scolastico necessario per mandare i loro bambini a scuola.

L’istruzione secondaria è a pagamento e il denaro necessario per l’iscrizione è al di sopra delle possibilità di moltissimi ragazzi. Così, tanti bambini e adolescenti non riescono a frequentare o completare le scuole primarie, ad accedere alle secondarie e ad ottenere un diploma, fondamentale per trovare un lavoro.

Pensiamo che il diritto all’istruzione sia un diritto imprescindibile, alla base della dignità della persona e della possibilità di avere una vita piena e felice.

Per questo proponiamo ai nostri viaggiatori un’iniziativa nata dalla conoscenza del territorio e della popolazione della contea di Nyeri, un progetto che coinvolge una scuola primaria della cittadina di Naro Moru e che può fare la differenza nella vita dei bambini che la frequentano e delle loro famiglie.

Vediamo insieme come si sviluppa il sistema scolastico in Kenya e in che modo si inserisce il progetto di Quattrovacanze all’interno di questo sistema.

IL SISTEMA SCOLASTICO IN KENYA

Il sistema scolastico in Kenya è stato influenzato dal lungo periodo coloniale, che vide il Paese trasformato in una possedimento britannico dal 1920 al 1963.

Durante questa fase storica il numero di persone che ha avuto accesso all’istruzione è aumentato notevolmente, ma il modello inglese preso ad esempio non è mai stato integrato in modo armonico con i sistemi educativi tradizionali, né tantomeno ha mai accolto le differenze e le ricchezze antropologiche e sociali che caratterizzano la popolazione, con il risultato di non rispecchiarne le esigenze e l’identità culturale.

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Studenti della Secondary School

Il sistema educativo in Kenya ha subito diversi cambiamenti nel corso degli anni, ma l’impronta britannica è sempre restata molto evidente, e lo è tutt’oggi.

Nel 1985 è stata introdotta una riforma basata su un sistema 8 – 4 – 4: otto anni di scuola primaria, quattro anni di istruzione secondaria e quattro anni di università.

Oggi, dopo oltre trent’anni, il vecchio sistema sta per essere sostituito da un più complesso 2 – 6 – 3 – 333, con due anni di “preaparatory school” (la nostra scuola dell’infanzia), sei anni di scuola primaria inferiore, tre di primaria superiore, tre di superiori generiche, tre di superiori specifiche e infine tre di università.

Il cambiamento è però ancora molto confuso e incerto. E’ stato testato solo in un ristretto e scelto numero di scuole e solamente per le classi inferiori, mentre per tutti gli altri è ancora in vigore il vecchio sistema.

CALENDARIO SCOLASTICO

L’anno scolastico in Kenya inizia a gennaio e si conclude a Novembre, ed è suddiviso in 3 trimestri:

1° trimestre: da gennaio a marzo

2° trimestre: da maggio a luglio

3° trimestre: da settembre a novembre

Le settimane che intercorrono tra un trimestre e l’altro sono settimane di vacanza.

SCUOLA DELL’INFANZIA

La scuola dell’infanzia dura tre anni e copre la fascia di età dai 3 ai 5 anni. Non è obbligatoria ed è incentrata soprattutto su attività di gioco e di socializzazione. Prima di iniziare la scuola primaria i bambini dovranno sostenere un esame di idoneità.

SCUOLA PRIMARIA

All’età di 6 anni i bambini possono iniziare un percorso di otto anni alla scuola primaria, che nella teoria è gratuita, ma non nella pratica. Ai genitori viene infatti chiesto di contribuire alle spese e di acquistare i libri di testo e la divisa scolastica.

Le materie di studio principali sono l’inglese, il kiswahili, la matematica, l’agricoltura, la religione e le materie letterarie come la storia e la geografia, con l’opzione di una lingua straniera.

La scuola primaria si conclude con un esame nazionale (il KCPE, ossia il Kenya National Exam of Primary Education), che regola l’accesso alla scuola secondaria.

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Bambini a scuola. Primary School

I bambini svolgono questo esame nelle proprie scuole e il testo dell’esame è lo stesso per tutti gli studenti del Kenya.

Gli esami scritti sono valutati a Nairobi da un’apposita commissione.

I risultati saranno determinanti per il tipo di scuola secondaria che il ragazzo frequenterà. Il punteggio finale ottenuto determinerà le chance del suo percorso di studi: le scuole migliori sono quelle regionali, a cui si accede solo con un punteggio alto, mentre con un punteggio basso il ragazzo potrà accedere solo ad una scuola secondaria del Distretto o, nella peggiore delle ipotesi, frequentare una scuola secondaria locale situata nel proprio villaggio.

LA SCUOLA SECONDARIA

La scuola secondaria ha una durata di quattro anni, non è obbligatoria e possono accedervi tutti gli studenti che abbiano superato il KCPE.

I ragazzi che iniziano le scuole secondarie possono decidere di frequentare una normale scuola diurna (Daily School), o una scuola residenziale (Boarding School). In questo caso lo studente alloggia nel convitto della scuola, spesso perché la struttura è lontana da casa e dalla famiglia, e torna a casa solo nei periodi di vacanza, alla fine di ogni trimestre. Il numero delle materie studiate aumenta rispetto ai cicli precedenti.

Al termine della quarta classe i ragazzi devono sostenere un altro esame nazionale molto competitivo, il KCSE ( Kenian Certificate of Secondary Education), che permetterà loro di concludere il ciclo scolastico, se non potranno o non vorranno iscriversi all’università.

VOCATIONAL TRAINING STUDIES: CORSI PROFESSIONALI

Questi corsi professionali, che hanno una durata dai sei mesi ai due anni, hanno lo scopo di insegnare concretamente un mestiere.

Si possono frequentare nel caso un ragazzo non abbia i mezzi per pagare la retta della scuola secondaria, quindi subito dopo aver concluso la scuola primaria, ma anche nel caso che il voto finale all’esame della scuola secondaria sia stato basso e non permetta di accedere all’università.

Il problema è che negli ultimi anni molti di questi corsi sono stati convertiti in corsi universitari e non esistono più alternative per ottenere una preparazione specialistica dopo la scuola secondaria o primaria. Con il risultato che difficilmente questi ragazzi avranno la possibilità di trovare un buon lavoro e riscattare una vita caratterizzata dalla mancanza di opportunità.

UNIVERSITA’

In Kenya ci sono università statali e università private. Non tutti gli studenti, anzi la minoranza, ha la possibilità di proseguire il percorso di studi dopo la scuola secondaria. Per essere ammessi bisogna aver raggiunto un buon punteggio all’esame finale e avere i mezzi per pagare la retta.

Il Governo offre agli studenti meritevoli (che hanno ottenuto un punteggio molto alto) una borsa di studio che corrisponde al prestito d’onore e che dovrà essere restituito, un poco alla volta, quando avranno iniziato a lavorare.

Ma nell’eventualità che non riescano a trovare un lavoro, o comunque a ripagare il debito, si ritroveranno in una situazione molto difficile, con un pesante debito che peserà sulle loro spalle per tutto il resto della vita. 

 

LA SCUOLA IN KENYA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Con l’epidemia in corso, i ragazzi che provengono dalle aree più povere del Kenya stanno perdendo le già scarse opportunità di accedere all’istruzione, in un Paese in cui il sistema scolastico non li supporta in alcun modo.

Dall’oggi al domani, il Governo ha annunciato la chiusura di tutte le scuole una domenica, senza nessun preavviso, dopo la conferma dei primi casi di Coronavirus nel Paese.

Gli insegnanti, colti alla sprovvista, non hanno avuto il tempo di preparare i compiti che i loro studenti avrebbero dovuto svolgere in attesa della riapertura.

Chi è più fortunato, ed ha la possibilità di accedere ad internet, può registrarsi alla piattaforma TUSOME (in swahili “leggiamo”) e consultare esercizi e simulazioni di compiti in classe. Il Governo sta incoraggiando questa didattica a distanza, che peraltro non è un’iniziativa del ministero dell’istruzione ma nasce da un’iniziativa privata, a scopo di lucro, che si limita ad offrire l’accesso a link di materiali didattici.

Ma in un Paese in cui quasi la metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, si fa molta fatica a trovare lavoro e si soffre la fame, per la maggior parte degli studenti è impensabile avere la possibilità di seguire una didattica online.

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Quasi la metà della popolazione in Kenya non ha accesso all’acqua potabile

Questa richiede innanzitutto il possesso di uno smartphone, cosa affatto scontata dove a malapena si riesce a mettere il cibo in tavola, e inoltre richiede un investimento in denaro. Anche se la registrazione a TUSOME è gratuita, infatti, per utilizzarla si pagano 50 scellini al giorno (quasi 50 centesimi), 300 scellini alla settimana (più o meno 2,50€) o 1000 scellini al mese (poco più di 8€). Stampare è impossibile, e qualora si potesse avrebbe comunque un costo proibitivo per la maggior parte delle famiglie.

Laddove l’opzione è tra pagare un pacchetto di dati per navigare e sfamare la famiglia, la scelta in realtà non esiste.

Per i ragazzi che sono all’ultimo anno della scuola secondaria e devono affrontare quest’anno l’esame nazionale, quante possibilità di successo esistono senza i libri di testo e l’aiuto degli insegnanti?

Se falliranno l’esame il loro intero percorso di studi secondari sarà annullato. Tutti e quattro gli anni di corso. Questo significherà la negazione di ogni sforzo e sacrificio affrontati per avere un’istruzione, e soprattutto della speranza di ottenere un diploma e un lavoro, in un sistema scolastico e politico che non viene loro incontro in nessun modo.

Ai bambini delle aree rurali e dei contesti più svantaggiati non viene fornito alcuno strumento per avere la possibilità di riscattarsi da una vita di estrema povertà.

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