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Nepal, il paese tra terra e cielo

Curiosità e tutto quello che devi sapere prima di partire

POPOLI CLIMA E LEGGENDE

nepal bambini  2.jpg

Questo affascinante Paese dal forte sapore mistico ti aspetta con tantissime sorprese.

Ma sei sicuro di sapere tutto quello che ti serve prima di imbarcarti in quest’avventura? Qui di seguito troverai curiosità di viaggio e suggerimenti per vivere al meglio quest’esperienza.

DALLE CONDIZIONI ATMOSFERICHE AL CIBO: SUGGERIMENTI PER IL TUO VIAGGIO

Camminando per le vie del Nepal incontrerai la sua gente e assorbirai a poco a poco il misticismo e la bellezza di questo scrigno di tradizioni millenarie.

Qualche informazione di viaggio e qualche curiosità prima della partenza ti daranno modo di entrare già nello spirito del posto e partire preparato.

Non ti resta che rilassarti e goderti la lettura!

GLI SHERPA

Il termine Sherpa viene solitamente utilizzato per indicare una precisa categoria di lavoratori.

Con questa espressione si tende infatti a riferirsi alle guide e ai portatori di montagna. I grandi scalatori di cui nessuna spedizione verso le vette dell’Himalaya può fare più a meno.

Ma gli Sherpa sono prima di tutto un’etnia.

Nepal 4.jpg

Popolazione originaria del Tibet, dotata di un fisico resistente e forte, si è successivamente stabilita in Nepal.

Nei primi tempi il loro contributo alle spedizioni occidentali è stato di semplici portatori. Ma la loro grande esperienza, la saggezza e la lealtà hanno fatto velocemente guadagnare loro la stima degli alpinisti.

Il 29 maggio del 1953 lo Sherpa Tenzing Norgay raggiunse insieme a Hedmund Hillary la vetta dell’Everest. Da quel giorno in poi decise di festeggiare il suo compleanno il 29 maggio.

Oggi le spedizioni in Himalaya sono diventate un’importante fonte di sostentamento per questa popolazione. E il loro supporto e i loro consigli sono fondamentali, sia per gli scalatori che per i turisti.

La sopravvivenza a quote così elevate gli è garantita dal DNA.

Grazie ad una serie di varianti genetiche, infatti, clima rigido e aria rarefatta non sono un ostacolo. Il loro sangue ricco di emoglobina garantisce il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti. Un meccanismo di difesa nei confronti del  mal di montagna.

Alla base della cultura Sherpa c’è un profondo rispetto per l’uomo e per la natura.

Questo popolo gentile e ospitale mette al primo posto l’unione tra gli individui e la condivisione di quello che si possiede.

E’ un popolo straordinario che non lascia mai indifferenti.

Per provvedere al proprio sostentamento gli Sherpa si dedicano all’agricoltura, all’allevamento del bestiame e al commercio, oltre, ovviamente, al turismo.

Come agricoltori devono superare sfide molto ardue contro le avversità della natura. Eppure riescono a strappare al terreno coltivazioni a quote altissime, soprattutto di orzo, grano e mais.

Come allevatori di bestiame sono famosi in tutto il mondo per i loro Yak, animali fondamentali per la loro sopravvivenza.

Una curiosità: tra le loro più curiose tradizioni c’è quella di dare ai neonati il nome del giorno in cui sono nati.

GLI YAK

Questi animali, appartenenti alla famiglia dei bovidi, sono robusti e indispensabili nella vita del popolo Sherpa.

Amati e rispettati, sono utilizzati come animali da soma e da tiro e da essi si ricavano prodotti fondamentali nella dieta di questa popolazione.

Dalla femmina, chiamata nak, si ricavano infatti latte, formaggi e burro. Quest’ultimo viene aggiunto al tè per il tradizionale bò cha,  un miscuglio di foglie di tè,burro e sale. La bevanda aromatizzata preferita a queste altitudini!

Il grasso dello stesso animale viene usato per le lampade dei templi e per la produzione di candele.

Il lungo pelo dell’adulto viene invece impiegato per l’abbigliamento e per tessere calde coperte e tende.

Lo sterco è utile come combustibile laddove la legna scarseggia, dopo essere stato lasciato ad essiccare sui muri delle case.

Insomma, di questo animale forte e robusto dal temperamento mite ma sensibile, si impiega assolutamente tutto!

Ma come fa ad essere così resistente e a sopravvivere a quote così alte? E’ presto detto: gli yak hanno un numero di globuli rossi maggiore rispetto ai bovini che conosciamo.

Questo, insieme alla folta e lunga pelliccia, gli consente di vivere ad alta quota e di portare carichi molto pesanti per lunghe distanze.

IL NAMASTE’

Nella cultura nepalese l’ospite è sacro, e il modo di salutare esprime questo rispetto e questa sacralità.

Il Namastè è un saluto elegante e gentile, e rispecchia perfettamente la cultura nepalese. Il termine significa “mi concentro sulla divinità che è in me e mi inchino alla divinità che è in te”.

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Un termine perfetto per indicare la sacralità che è in ognuno di noi.

Se pronunciata con un sorriso sincero, questa parola creerà un legame e un contatto spontaneo e un canale di comunicazione con la popolazione, aprendo il nostro cuore.

Oggi molti nepalesi salutano stringendo la nostra mano, ma nonostante questa espressione della globalizzazione, dopo il saluto occidentale un Namastè è sempre il benvenuto

LE BANDIERE DI PREGHIERA

Viaggiando per il Nepal, e in Oriente, una cosa che colpisce nel profondo e che non si potrà dimenticare è la vista delle bandiere di preghiera, insieme al significato che portano con sé.

Simboli dell’antica religione tibetana del Bön, diffusa ancora prima del Buddismo, rappresentano i cinque elementi fondamentali espressi in cinque diversi colori:

Blu: cielo

Bianco: aria

Rosso: fuoco

Verde: acqua

Giallo: terra

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Le benedizioni contenute in esse, dall’altezza del luogo in cui sono appese, si distribuiscono a tutti gli esseri viventi grazie alla forza del vento che le propaga.

E, mentre le immagini stampate sulle bandierine a poco a poco sbiadiscono a causa dell’esposizione agli elementi, tutto il mondo è benedetto dalle preghiere in esse contenute, che diventano parte integrante dell’universo.

QUANDO ANDARE

In Nepal esistono due stagioni principali: quella secca (che va da ottobre a inizio giugno) e la stagione dei monsoni (da metà giugno a fine settembre).

Il periodo migliore per visitare questo paese magico coincide con il nostro autunno, cioè l’inizio della stagione secca.

La natura in questo periodo è verde e rigogliosa grazie alle piogge appena finite, e la visibilità è ottima.

Nepal paesaggio 3.jpg

Da dicembre a febbraio ci sono pochissimi turisti, ma purtroppo le temperature rigide e la neve in quota rendono il trekking più complicato.

Fra marzo e maggio la temperatura è molto buona e il paesaggio si colora di un’esplosione di colori regalata dalla fioritura dei rododendri. Naturalmente la decisione finale sul periodo migliore per la partenza dipende soprattutto da ciò che si intende fare. Se vuoi fare trekking l’inverno è da evitare, ma potrebbe ancora essere un buon periodo se vuoi rimanere in pianura.

A TAVOLA

Il popolo nepalese regala una calda ospitalità, che si esprime anche a tavola, soprattutto se si ha la preziosa occasione di essere ospitati in famiglia.

Dopo il pasto ti verrà sempre offerto un bis e addirittura un tris, e i tuoi ospiti rimarranno delusi se rifiuterai.

La cucina è molto speziata e piccante ed è per i nepalesi motivo di grande orgoglio!

Il piatto base della dieta è il Dal Bhat, composto da riso cotto a vapore accompagnato da una zuppa di lenticchie e un curry di verdure, gustati insieme a del buon chapati, il pane locale.

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La bevanda principale è il Chai Masala, tè preparato con latte, acqua e spezie.

La maggior parte della popolazione nepalese è vegetariana, a volte per scelta ma più spesso per necessità. Per questo moltissimi piatti della tradizione locale sono a base di verdure.

Il buon cibo e la convivialità rendono ogni pasto un momento davvero speciale!

YETI: LEGGENDA O REALTA’?

Lo Yeti, l'”abominevole” uomo delle nevi, è uno dei più grandi misteri che hanno appassionato l’uomo negli ultimi secoli.

Creatura tra realtà e mito, appartiene da tempo alla cultura locale delle popolazioni dell’Himalaya.

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Il termine deriva da yeh – teh, il modo in cui viene chiamato dagli sherpa locali, e che si può tradurre come “quella cosa là”. Viene descritto come una strana creatura umanoide alta fino a 3 metri.

Fra avvistamenti e impronte giganti lasciate sulla neve, si parla dello Yeti già a partire dal Quattrocento.

Ma è solo nell’Ottocento che iniziano a circolare descrizioni scritte di impronte e avvistamenti. Dal Novecento se ne scattano presunte fotografie e di recente se ne trovano addirittura dei filmati.

Secondo alcune teorie gli Yeti potrebbero essere discendenti di una scimmia di enormi dimensioni vissuta nel tardo Pliocene.

Un’altra ipotesi è che si tratterebbe di individui affetti da una rara malattia chiamata ipertricosi e caratterizzata da un aumento dei peli corporei.

Ma secondo l’alpinista Reinhold Messner, lo yeti altro non sarebbe che un enorme orso che terrorizza per le sue dimensioni gigantesche, come ipotizza nel suo libro “Yeti. Leggenda e verità“.

Quello che sappiamo per certo è che le popolazioni locali considerano lo Yeti una tangibilissima creatura della fauna autoctona che si aggira in cerca di cibo sulle cime più alte dell’Himalaya….

CONCLUSIONI

Il Nepal è un Paese dal fascino mistico e dalle tradizioni millenarie.

Monasteri arroccati sulle montagne, popolazioni accoglienti e natura straordinaria: per chi vuole conoscere questo mondo c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Meta ideale per gli amanti del trekking e della montagna, il Nepal offre tanto anche a chiunque voglia lasciarsi sorprendere e coinvolgere dai paesaggi suggestivi e dalla calda accoglienza del suo popolo gentile.

Preparati adeguatamente e pianifica ogni tua tappa per scoprire questo straordinario Paese asiatico tra incanto e leggenda .

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